Broncopneumopatia cronica ostruttiva, una grave patologia polmonare

La broncopneumopatia cronica ostruttiva, è una patologia polmonare caratterizzata da un’ostruzione dei bronchi che limita parzialmente il flusso aereo.

Broncopneumopatia cronica ostruttiva

La broncopneumopatia cronica ostruttiva, è un’affezione polmonare cronica che determina un’ostruzione bronchiale, che a sua volta limita in maniera reversibile o irreversibile il flusso aereo. Tale patologia progredisce lentamente, ed alla base c’è un’infiammazione cronica non solo delle vie aeree, ma anche del parenchima polmonare. La broncopneumopatia cronica ostruttiva, provoca ogni anno 65 000 morti in Europa e Stati Uniti.

Terapia e cura per la BPCO

Broncopneumopatia cronica ostruttiva terapia

Una terapia vera e propria per la cura della broncopneumopatia cronica ostruttiva attualmente non esiste ancora, ma vi sono vari trattamenti molto utili sia a ridurre la sintomatologia, che a limitare i fattori a rischio, stabilizzando in questa maniera la condizione clinica di un paziente. Le misure utili per ridurre la mortalità sono l’impiego di ossigeno e la sospensione delle sigarette. È possibile effettuare anche ogni anno il vaccino antinfluenzale e la vaccinazione pneumacoccica ogni 5 anni e ridurre l’esposizione all’inquinamento ambientale ed atmosferico. Con la somministrazione della morfina, si riducono i sintomi quando la patologia è in stato avanzato, mente tramite la ventilazione, il paziente avrà un supporto per migliorare la respirazione. Anche la somministrazione dei corticosteroidi, per via inalatoria, hanno dimostrato benefici nelle persone affette da broncopneumopatia cronica ostruttiva, perché in grado di diminuire gli episodi di riacutizzazione presenti nella patologia moderata o grave. Tali farmaci in associazione con LABA, riducono il rischio di mortalità, mentre presi singolarmente non hanno alcun effetto sul fattore morte.

Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva enfisematosa

broncopneumopatia cronica ostruttiva enfisematosa

La broncopneumopatia cronica ostruttiva ed enfisematosa, è un mix tra bronchite ed enfisema, che tende ad insorgere nei soggetti con età superiore ai 50 anni, e tendenzialmente, ma non sempre, è dovuta all’eccessivo consumo di sigarette. Quando la bronchite si cronicizza, questa si manifesta con tosse e catarro, ed è caratterizzata da un’infiammazione dell’albero bronchiale, a differenza nell’enfisema si distruggono i setti polmonari, che a loro volta provocano intrappolamento dell’aria, ed il paziente lamenta affanno per ogni minimo sforzo.

I polmoni con enfisema, sono espansi perché gonfi di aria che non riesce a partecipare agli scambi gassosi. Attualmente esiste anche una forma ereditaria di broncopneumopatia cronica ostruttiva enfisematosa, ed è quella provocata da un deficit di un determinato enzima, ovvero l’alfa 1 antitripsina.

Gli stati della broncopneumopatia cronica ostruttiva

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La broncopneumopatia cronica ostruttiva, è una patologia con decorso progressivo, che riduce la funzionalità polmonare col passare del tempo. I gradi di tale malattia sono due: il primo è l’enfisema, ed il secondo la bronchite cronica. Una volta accertata la patologia polmonare, il medico specialista, in sede di diagnosi dettagliata, classificherà la patologia in base a diversi stadi, come lieve, moderata, grave e molto grave, anche secondo la sintomatologia che lamenta il paziente e la funzionalità polmonare complessiva. Una cosa molto importante da fare, indipendentemente dallo stadio della malattia, è smettere di fumare, e di inalare anche il fumo passivo, che potrebbe peggiorare ulteriormente lo stato di salute generale e dei polmoni.

Le complicanze nella broncopneumopatia cronica ostruttiva

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A lungo andare tale patologia determina un vero e proprio rimodellamento dei bronchi, che a sua volta provoca una riduzione sostanziale delle capacità respiratorie. Il paziente con il passare del tempo è sempre più predisposto ad infezioni respiratorie sia di origine batterica, che virale e funginea. Solo la prevenzione attualmente è in grado di ridurre i fattori a rischi e la somministrazione di farmaci che facilitano la respirazione.

La dispnea è una complicanza della broncopneumopatia cronica ostruttiva, che può aggravarsi fino a compromettere le normali attività quotidiane di un soggetto. Tendenzialmente i malati di questa patologia, sono maggiormente esposti a contrarre infezioni croniche dell’apparato respiratorio, che possono provocare ricadute con sintomatologia aggravata. Mano a mano che la malattia progredisce, tali episodi si intensificano.

Diagnosi e farmaci della broncopneumopatia cronica ostruttiva

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Quando la malattia mostra i primi sintomi, il paziente deve effettuare una spirometria, che è attualmente il modo migliore per effettuare una diagnosi attendibile. Tale esame vine eseguito in strutture ospedaliere specializzate, e consente di misurare la Capacità Vitale Forzata, ed anche il Volume Espiratorio Forzato nel primo secondo. Prima di stabilire la giusta cura farmacologica, è fondamentale comprendere il grado di gravità della broncopneumopatia cronica ostruttiva, che può essere a rischio oppure lieve, moderata o grave, determinata in base all’anomalia respiratoria che si riscontra nel paziente dopo la spirometria, e verificare successivamente la presenza o meno di ulteriori patologie a carico dei polmoni, come l’asma o la tubercolosi. Come abbiamo accennato non esiste una vera e propria cura farmacologica in grado di debellare tale patologia, ma solamente dei trattamenti mirati che aiutano ad alleviare la sintomatologia sensibilmente, rendendo il suo progredire più lento. In ogni caso la cosa importante è lo stile di vita, e somministrare la malato dei broncodilatatori, che sono in grado di rilassare i muscoli intorno ai bronchi, facilitando in questa maniera la respirazione.

Fattori a rischio

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I fattori a rischi nella broncopneumopatia cronica ostruttiva sono diversi, alcuni di origine individuale, altri di origine ambientale. Nel primo caso, la presenza di alcuni geni, possono essere associata con la comparsa della patologia, ma attualmente i dati significativi sono solo quelli relatici al deficit di alfa 1- antitripsina, ovvero una condizioni ereditaria molto rara, che determina la carenza di tale proteina epatica, che in stato di salute ottimale, ha il compito di proteggere i polmoni. Anche alcune patologie respiratorie molto complesse possono contribuire all’insorgenza della malattia, come ad esempio l’asma o l’ipersensibilità bronchiale. Per quanto riguarda i fattori ambientali, il primo in assoluto è il consumo di tabacco, perché accelera ed accentua il normale decadimento delle funzionalità respiratorie. Anche il fumo passivo contribuisce parzialmente, perché fornisce ai polmoni gas e particolato. L’esposizione verso sostanze chimiche, vapori, polveri e fumi, gioca un ruolo di rilievo che a lungo andare potrebbero caratterizzare la broncopneumopatia cronica ostruttiva. Alcuni fattori a rischi anche se meno influenti sono l’inquinamento atmosferico, non solo quello provocato da smog oppure da polveri sottili, ma anche quello presente negli ambienti chiusi, provocato da emissioni di apparecchiature elettriche, aria condizionata, camini e stufe.